Vietnam, gli accordi internazionali aprono una nuova economia

Il governo vietnamita sta concentrando i propri sforzi nell’inserire il Paese in un circuito internazionale più ampio, nel creare collegamenti, percorsi di andata e ritorno economici, culturali e politici. Dopo molti anni di negoziazioni, lo scorso 11 Gennaio il Vietnam è diventato membro del WTO, l’organizzazione mondiale del commercio che comprende oltre 150 paesi ed è, di fatto, l’arbitro incaricato di vigilare sul rispetto delle regole nei commerci internazionali.

Gli analisti concordano che l’impatto sull’economia vietnamita sarà positivo, con effetto immediato sulla crescita del Pil dei prossimi anni e importanti benefici macroeconomici nel medio-lungo periodo. Il grande successo dell’adesione al WTO è stato rafforzato qualche settimana fa dall’ingresso nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Con un seggio non permanente per il biennio 2008-2009, il Vietnam sarà parte attiva nel massimo organo decisionale del Palazzo di Vetro. Il beneplacito USA all’ingresso del Vietnam comunista, tabù soltanto fino a qualche anno fa, è stato, inoltre, l’ennesimo segnale di un interesse globale al rafforzamento delle relazioni politico-economiche con il Paese asiatico. In questa stessa direzione di sviluppo dei rapporti economici internazionali s’inserisce anche l’importante processo di sviluppo dell’ASEAN, l’Associazione dei dieci Paesi del Sud-Est asiatico che comprende anche Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Filippine, Singapore e Thailandia, con l’obiettivo di creare un blocco che, fatta eccezione per la moneta unica, aspira a replicare il modello dell’Unione Europea. L’ASEAN progetta di creare un’area di libero scambio entro il 2015, con il progressivo e modulare abbattimento di dazi e barriere. L’integrazione dell’ASEAN in un unico mercato per beni, sevizi e investimenti trasformerà l’area in una singola base produttiva, un sistema di Paesi che, mettendo in comune le proprie risorse, sarà in grado di competere con il gigante cinese anziché esserne un semplice fornitore. Contemporaneamente, la libera circolazione di merci, servizi, investimenti, capitali e forza lavoro creerà un mercato estremamente capiente e dinamico, formato da oltre 570 milioni di persone e caratterizzato da livelli di Pil pro-capite e orientamenti al consumo sempre più assimilabili a quelli occidentali. Il Sud-Est asiatico si va così ad affermare tra le regioni più interessanti del pianeta per le innumerevoli opportunità di business che offre al mondo occidentale.

L’ASEAN porta inoltre avanti una politica di accordi commerciali con i giganti economici della regione Asia-Pacifico. Dopo quelli con Cina e Corea del Sud, a fine agosto è stato raggiunto un accordo con il Giappone che sarà formalizzato a Novembre, quando sarà definita la lista dei prodotti sui quali azzerare le tariffe.

Il Vietnam rappresenterà così un ulteriore trampolino di lancio per la commercializzazione di beni e servizi nell’area ASEAN e nei Paesi a questa legati da accordi di libero scambio.

Lascia una Risposta